Rifici dà profondità alla “Visita al padre”

SiparioMilano. Un passato rimosso, nascosto dietro una patina di algido bianco in una “cripta di famiglia” perfettamente rappresentata dalle splendide scene di Guido Buganza. Un sottile velo di perbenismo che cela personaggi allo sbando, privi di identità storica e personale. Carmelo Rifici firma la regia di “Visita al padre” allo Studio fino al 16 febbraio, e sceglie di far salire sul palco attori del calibro di Anna Bonaiuto e Massimo Popolizio: elegante e mai fuori dalle righe la prima (Edith), più convincente nella parte finale il secondo (Heinrich). Accanto a loro spicca l’interpretazione di Mariangela Granelli (Marietta) che regala ancora una volta un bell’esempio di “presenza scenica”. Il testo di Roland Schimmelpfennig è di per sé abbastanza ostico ma la regia di Rifici regala uno spettacolo di grande profondità (non solo scenografica) illuminata perfettamente dalle belle scelte di Claudio De Pace. Da vedere.

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