Albanaia, guerra e musica con Amadio e Fornasari

a18 (1)Teatro. Sullo sfondo la Campagna italo-greca, quella narrata dal diario del padre di Augusto Bianchi Rizzi, divenuta poi romanzo con “Albanaia”. In scena un enorme ritratto del Duce e, ai lati, i 18 elementi del coro degli alpini A.N.A. di Milano, diretti da Massimo Marchesotti. La  drammaturgia di Bruno Fornasari e Tommaso Amadio firma uno spettacolo intenso, in prima nazionale ai Filodrammatici fino al primo febbraio.

Sul palco un Amadio narratore che si sdoppia fra il tenente medico Vittorio Bellei e gli altri soldati che, partendo da Brindisi verso Tirana, arrivano a quota 2010 metri sul monte Guri i Topit. E più si sale più cresce il freddo – quello reale e quello dell’anima, della solitudine disperata di uomini abbandonati a se stessi. Più si sale più cresce il silenzio – quello della neve e quello meravigliosamente sussurrato dai canti degli alpini.

a8 (2)In poco più di un’ora il duo Fornasari/Amadio sconvolge le “regole” del loro modo di fare di teatro. In questo racconto musicale il protagonista tocca vette altissime nel racconto di amici persi, ritrovati e infine falciati da scariche di mitraglia. E  Fornasari, malgrado mantenga qualche accenno alla sua ironia dissacrante, dimostra di essere un regista e drammaturgo a tutto tondo. Da vedere.

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