Spelacchio diventa un libro

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Roma. La sua storia è stata sulle pagine di giornali nazionali e internazionali. Dal momento in cui è arrivato in piazza Venezia, a Roma, fino a quando da quel luogo è stato portato via per tornare nella terra natìa, in Val di Fiemme. Nel mezzo, folle di romani e turisti che gli hanno reso omaggio con tanto di finte squadre della polizia scientifica ad indagare sul suo decesso. Spelacchio è stato il protagonista assoluto delle feste appena passate. Lui e il suo compare, Rigoglio – quell’altro albero di Natale, piazzato in piazza San Pietro, bello come il sole e orgoglioso delle sue palle e delle sue lucine.

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Spelacchio invece se ne è stato lì, di fronte al Campidoglio, con i suoi rametti spogli e una marea di gente che praticamente ogni giorno lo andava a trovare. Merito del suo profilo su Twitter dal quale l’albero – romano d’adozione – cinquettava sulle sue precarie condizioni di salute e non solo. Testimone delle forti piogge che hanno sferzato la Capitale, delle polemiche che hanno investito il Comune proprio per il suo costo, degli accordi con la gente comune per trascorrere insieme il cenone di Capodanno, delle problematiche sullo smaltimento dei rifiuti finite le feste, Spelacchio ha assunto un posto di tutto rispetto. Tanto che ora diventa un libro, “Pare che dorme. L’iperbolica parabola di Spelacchio, l’abete più sfigato di Roma” edito dalla “dei Merangoli Editrice”.

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Il volume è curato da Easterino Alive, un misterioso nickname di un autore che ha raccolto parole, post, fotografie su #Spelacchio e sul suo fenomeno comunicativo tra onori e disonori. 

Spelacchio, così come Pasquino, nel libro parla in prima persona, anche se a lui sono stati regalati disegni e sono stati affidati pensieri in rima o in prosa, in italiano, in romanesco e nelle più svariate lingue del mondo. E come per la Statua parlante romana, così per Spelacchio nottetempo la siepe ai suoi piedi veniva ricoperta di ogni tipo di messaggi e oggetti, ma, guarda caso, la mattina successiva, esattamente come allora, venivano eliminati “per far pulizia”.

Spelacchio

Il libro è diviso in tre capitoli: “Sympathy for Spelacchio” raccoglie foto dei biglietti e dei messaggi lasciati all’abete in piazza Venezia durante il suo “soggiorno” romano; “Spelacchio’s Social” pubblica le istantanee dei post social su Spelacchio, e “My Spelacchio”, dedica spazio alle foto di altri “Spelacchi” in giro per il mondo, per non farlo sentire troppo solo. Perché lui ha una sua sensibilità anche dopo morto. In fondo, per molti, è stato ribattezzato come l’ottavo Re di Roma…

http://www.deimerangoli.it

 

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