Teatro greco di Siracusa, Stefano Boeri ambienta Le Troiane in un “bosco morto”

Stefano Boeri Architetti, Un Bosco Morto, Le Troiane Siracusa

Siracusa. Contro la guerra, le donne in prima linea al Teatro Greco di Siracusa. E che donne. La Fondazione Inda presenta infatti nel cartellone 2019 tre novità:  Elena di Euripide, riprogrammata dopo l’edizione del 1978,  Le Troiane sempre di Euripide,  in scena per la quarta volta dopo gli allestimenti del 1952, 1974 e 2006e la commedia Lisistrata di Aristofane, che torna dopo l’edizione del 2010.

«La 55ma Stagione di Spettacoli Classici al Teatro Greco vuole rappresentare un ulteriore rilancio del progetto che fa di Siracusa una Città-Teatro come poche al mondo, con l’obiettivo, nel tempo, di farne un riferimento internazionale del Teatro Antico al Tempo del Presente – dichiara il nuovo Sovrintendente Antonio Calbi, che ha lasciato la direzione del Teatro di Roma – Teatro Nazionale per approdare alle fonti del Teatro Occidentale -. Si tratta di una stagione fortemente al femminile e avrà il suo filo conduttore nella maschera di dolore delle donne e nell’essere loro stesse vittime della guerra, ma anche protagoniste attive dell’opposizione a ogni conflitto. A dirigere le tre produzioni sono stati invitati una regista donna e due registi maschi, tutti alla loro prima esperienza a Siracusa: si tratta di registi di formazione, provenienze, generi e estetiche diverse, per garantire agli spettatori una visione plurale delle tendenze e delle realtà artistiche di oggi».

A firmare la regia di Elena è Davide LivermoreLisistrata sarà interpretata e messa in scena da Tullio Solenghi, mentre Le Troiane godrà dell’allestimento di Muriel Mayette, la prima donna al timone della Comédie Française. A firmare il progetto scenico della tragedia, rappresentata per la prima volta nel 415 a.C, durante la guerra nel Peloponneso, che andrà in scena dal 10 maggio al 23 giugno, è l’architetto Stefano Boeri. Ed è proprio lui a raccontare come ne ha sviluppato la scenografia.

Stefano-Boeri-Presidente-Fondazione-La-Triennale-di-Milano.-Photo-Gianluca-Di-Ioia

«Un Bosco Morto – afferma l’architetto –  Un bosco di alberi uccisi da una tempesta, di tronchi spezzati che coprono il suolo. Quando mi è stato chiesto da Antonio Calbi di immaginare la scenografie per Le Troiane di Euripide al Teatro di Siracusa dirette da Muriel Mayette – Holz, ho subito pensato di portare in scena un Paesaggio, piuttosto che una scenografia teatrale. E così, camminando sugli spalti di pietra del teatro e guardando il bosco di cipressi e pini mediterranei che fa da sfondo al palcoscenico, ho subito pensato all’immagine spettacolare e terribile delle migliaia di alberi deposti dalla furia del vento sui monti della Carnia nello scorso ottobre. Migliaia di abeti sradicati e accatastati al suolo a formare una scia dispersa di desolazione tra l’ordine potente delle foreste secolari».

Tempesta Vaia - httpsrdv.app.box.comswwtp72d7w899ok4keb34nml73jyw12f3 Courtesy of Regione Veneto

«Con Muriel Mayette – Holtz e il suo team – prosegue Boeri – con l’assistenza preziosa di Anastasia Kucherova, abbiamo deciso di dare per un’ultima volta a quelle piante morte il diritto ad essere presenti, erette, ancora nobili entro la geometria classica del palcoscenico del Teatro Greco, poste di fronte ad un doppio pubblico: quello degli umani sulle gradinate e quello degli alberi dietro al palco. E così, quello sciame di alberi schiantati, una volta trasportato a Siracusa e portato sul palcoscenico, percorso dai corpi e dalle voci delle donne troiane disperate e furiose, è diventato un bosco senza vita di colonne lignee: eretto, seppur impietosamente decimato. Nobile e ordinato, seppure destinato ad una nuova vita nelle falegnamerie siciliane».

«La verità – conclude l’architetto – è che oggi una tragedia che viene dalle profondità del tempo non smette di ricordarci le follie degli uomini; e che questa tragedia viene messa in scena forse nel primo momento nella storia dell’umanità in cui i tempi lunghissimi di evoluzione del pianeta sembrano coincidere con le nostre scelte quotidiane e metterci di fronte alle nostre responsabilità di distruttori di equilibri naturali. Il viaggio, l’ultimo, degli alberi schiantati dalle foreste della Carnia ai boschi siciliani; il ponte simbolico, appena nato, tra i forestali friulani e isolani; il coinvolgimento del pubblico per creare un nuovo bosco dedicato alle protagoniste della tragedia di Euripide, sono anche un segno di speranza; o quantomeno di consapevolezza della nostra perdurante sordità di fronte alle voci che ci arrivano da una tragedia messa in scena, la prima volta, 2500 anni fa».

 

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