Da Akram Khan a Ryuchi Sakamoto, Romaeuropa Festival ospita l’eccellenza

Lia Rodrigues

Roma.  Tra riti ancestrali e cultura urbana, tra radici spezzate e migrazioni forzose, tra realismo globale e intelligenza artificiale: entro questi non-confini si muove l’urgenza espressiva di raccontare e ricordare il patrimonio storico e culturale su cui si innestano le fondamenta del mondo contemporaneo.

Dal 17 settembre al 24 novembre torna Romaeuropa Festival, giunto alla sua 34esima edizione. In cartellone, 377 artisti provenienti da 27 Paesi sono protagonisti dei 126 eventi in scena in 20 spazi della Capitale tra danza, teatro, musica, arti digitali e kids.

L’opening del REF19 è affidato alla brasiliana Lia Rodrigues, per la prima volta al Festival, che porta in scena il suo Furia  (foto in alto) in cui la danza contemporanea e l’energia delle musiche rituali della Nuova Caledonia caratterizzano una performance forsennata e a tratti orgiastica, un rituale per il nostro presente esperito da nove danzatori sul palco.

A partire da qui la bussola del REF19 si orienta verso le stelle polari della creazione artistica internazionale lasciando scoprire contemporaneamente una costellazione di nuove proposte.

AkramKhan©JeanLouisFernandez115

Se ancora dal Brasile arriva, anche lui per la prima volta, Bruno Beltrao con il suo Grupo De Rua, ritornano invece dall’Olimpo della coreografia internazionale il  celeberrimo coreografo anglo-bengalese Akram Khan (imperdibile il suo addio alle scene nelle vesti di danzatore e performer – nella foto sopra), il maestro William Forsythe  (foto sotto)e il visionario Aurelien Bory con un nuovo ritratto dedicato alla danzatrice indiana Shantala Shivalingappa.

William Forsythe_A Quiet Evening of Dance_SWT,
Dialogue _ DUO 2015
Dancers; Brigel Gjoka & Riley Watts

Gli “events” coreografati da Merce Cunningham sono riallestiti dalla sua ex ballerina Jeannie Steele per il corpo di ballo della compagnia Rambert, con le musiche live di Philip Selway (Radiohead) e con i dipinti di Gerard Richter.

Lo spagnolo Jesús Rubio Gamo trasforma il Bolero di Ravel in un inno alla danza e al movimento mentre la compagnia ungherese Forte racconta la morte di Borromini all’interno di Palazzo Falconieri – Accademia d’Ungheria.

Dancing Days, la sezione dedicata alla danza europea a cura di Francesca Manica, vede protagonisti Arno Schuitemaker (Olanda), Chiara Taviani ed Henrique Furtado Viera (Italia-Portogallo), Hamdi Dridi (Tunisia), Elena Sgarbossa (Italia), Andrea Dionisio (Italia), la compagnia Kor’sia (Spagna) e i Leoni d’Argento alla danza 2019 Théo Mercier e Steven Michel (Francia) oltre ad una selezione di artisti dal network Aerowaves.

MiloRau

Dalla grande danza al teatro.
Dalla Svizzera arriva Milo Rau che ambienta l’Orestea di Eschilo a Mosul, nel contesto della guerra contro l’IS; dalla Germania sbarca Thomas Ostermeier che, insieme a Sonia Bergamasco, porta in scena Ritorno a Reims del sociologo francese Didier Eribon. Poi tocca ad Ascanio Celestini esplorare il mondo delle barzellette tra luoghi comuni e autoironia; a Saverio la Ruina  che ricostruisce il rapporto tra un italiano e un musulmano nell’Abruzzo dei terremotati, mentre il giovane talento Julien Gosselin si cimenta nel testo Falce e Martello di Don Delillo.

Ancora teatro con il debutto al Festival del francese  Cyril Teste che porta in scena l’attrice icona Isabelle Adjani per rileggere un culto della cinematografia mondiale: Opening Night (La notte della prima) di Cassavetes.

JanFabreLInoMusella©La Triennale Milano - foto Gianluca Di Ioia

Contropartita di questo viaggio nella mente di un’attrice è il testo autobiografico e introspettivo di Jan Fabre intitolato The Night Writer. Giornale Notturno e realizzato appositamente per l’attore italiano Lino Musella.

JamesThierrée_foto di Richard Haughton (2)

Visionarietà e movimento sono alla base del mago della scena teatrale James Thierrée tra i più grandi innovatori della scena circense, ma anche di tre pionieri della sperimentazione teatrale italiana come Giorgio Barberio CorsettiAlessandra Vanzi, e Marco Solari riuniti sotto il nome della loro storica compagnia Gaia Scienza per riallestire con un nuovo cast La rivolta degli oggetti.

GaiaScienza

Ponte tra le diverse generazioni, è la sezione Anni Luce, presentata al Mattatoio di Testaccio e curata da Maura Teofili attraverso la quale si entra nel mondo di Liv FerracchiatiDante AntonelliIndustria Indipendente e de La ballata dei Lenna.

HiroakiUmeda©s20

Il REF19 dedica alle sottoculture digitali e alle tribù del virtuale  la sezione Digitalive a cura di Federica Patti: una quattro-giorni di programmazione negli spazi del Mattatoio oltre ogni categoria disciplinare o classificazione di genere, in un dialogo tra ricerca tecnologica, intelligenza artificiale e performance. I protagonisti sono Marco Donnarumma e Margherita PevereJacopo BattagliaLuca T.MaiMassimo Pupillo e Lorenzo Stecconi di ZUMara Oscar CassianiUltraviolettoEnrico MalatestaMaria Di StefanoFranz RosatiSandra Mason, i progetti in collaborazione con il premio Re:Humanism e l’Accademia RUFA, e, infine, due guest star come il performer e coreografo giapponese Hiroaki Umeda (nella foto sopra) e la promessa dell’elettronica internazionale Nicolas Jaar impegnato in una “durational performance” al fianco della danzatrice messicana Stephanie Janaina.

Dalla danza al teatro. Dal virtuale alla musica.

Sonorità contemporanee, elettroniche, rock, jazz o pop post-world, attraversano tutto il REf19 descrivendo una geografia di scambi e contaminazioni. Le pianiste Katia e Marielle Labèque insieme a Bryce Dessner dei The National propongono un programma di musiche commissionate ai più grandi compositori contemporanei (tra cui Thom Yorke) per costruire un ponte tra il minimalismo musicale e il rock. Vanessa Wagner e Murcof reinterpretano alcune delle pagine musicali più importanti del Novecento. Ancora protagonisti della composizione contemporanea sono Lubomyr Melnyk e Craig LeonCornelius Cardew interpretato da Fabrizio OttaviucciElzbieta Sikora e AudiorLucia RonchettiAndrea LiberoviciHelga David con lo Shallfeld Ensemble e il Parco della Musica Contemporanea Ensemble diretto da Tonino Battista e impegnato in due ritratti dedicati a Ivan Fedele e Louis Adriessen.

Per Diaspora, un nuovo ciclo di doppi concerti, sono protagonisti alcuni degli artisti emergenti già affermati in Europa ma costretti a lasciare il loro paese d’origine: ecco le sudanesi Alsarah and the Nubatones e il burundese J.P Bimeni & The Black Belts, il camerunense Blick Bassy e la capoverdiana Mayra Andrade, l’egiziano Abdullah Miniawy al fianco del jazzista Erik Truffaz nel progetto Le cri du Caire; e i libanesi Rayess BekMehdi Haddab e Randa Mirza che con il loro Love & Revenge costruiscono un inno alle icone dell’epoca d’oro del cinema e della musica egiziana.

Hans op de Beeck_TheValley

Teatro musicale infine con la compagnia Bartolini/Baronio e con l’artista visivo fiammingo Hans Op De Beeck, impegnato nella costruzione di uno spettacolo in cui la visionarietà delle immagini si sposa alle musiche eseguite dal quartetto di sax BL!NDMAN ENSEMBLE diretto da Eric Sleichim.

Capitolo a parte per le arti visive. Al REF19  Hans Op De Beeck è presente anche in questa sezione, coordinata da Monique Veaute e suddivisa tra gli spazi del Mattatoio, la Sala Santa Rita di Roma e Palazzo Merulana. Tre le opere site specific presentate dall’artista africano Pascale Marthine Tayou, arrivano Arbre de vieOpen Wall e Work in Progress un grande murale realizzato in piazza Orazio Giustiniani. Curata da Achille Bonito Oliva e Melania Rossi e realizzata in collaborazione con Fondazione Cerasi e Coopcultura, la mostra The Rythm of the brain ospita, invece, opere inedite di Jan Fabre: si tratta di video di alcune sue celebri performance e di opere realizzate ad hoc in dialogo con la collezione della scuola romana di Palazzo Merulana. Opere luminose e digitali sono, infine, quelle pensate dagli artisti Gyula Várnai e Quiet Ensemble sulle linee architettoniche della Sala Santa Rita di Roma.

Ryuichi_Sakamoto_01-2000x2970

IL gran finale del REF19 è affidato alla musica, in collaborazione con la Fondazione Musica per Roma.
Il 24 novembre tutte le sale dell’Auditorium Parco della Musica saranno coinvolte in una serata di concerti, una line-up d’eccezione composta dall’atteso ritorno di Ryuichi Sakamoto al fianco di Alva Noto per presentare il loro TwoChristian Fennesz impegnato al fianco dei visuals di Lillevan nella presentazione del suo ultimo disco Agorà, il pianista e compositore Chassol con il suo Ludi e l’attrice e cantante, “statuaria, superba, elegante” Fatoumata Diawara.

Fin qui lo spazio dedicato agli adulti. Romaeuropa Festival dedica anche quest’anno ai più piccoli il Kids + Family,  curato da Stefania Lo Giudice, che trasforma il Mattatoio in uno spazio interamente dedicato ai bambini e alle loro famiglie costruendo una programmazione parallela di danza, musica, teatro e arti visive, talk, laboratori e attività ludiche gratuite.

Inaugurata da Riccardo Nova e Giacomo Costantini e da una grande parata nel quartiere di Testaccio curata dalla compagnia francese Les Grandes Personnes, la sezione si articola tra gli spettacoli di teatro  Fanny & Alexander e Teatro delle Apparizioni, il teatro di figura del Lutkovno Gledalisce Ljbljana (Teatro delle marionette di LJbljana), la danza di De Stilte, gli spettacoli di circo di Giorgio Bertolotti con Pieter Forman e di Bigup Circo, gli spettacoli musicali di Zonzo Compagnie e Oorkaan con Percossa, le installazioni di Officine K e Katriem oltre ai laboratori di Ottimomassimo – Librerie per RagazziOrecchio Acerbo Editore/ElseProgetto Graf/Maria Carmela MilanoEdizioni Libri Serigrafici e Rai Porte Aperte.

Completano il REf19 le attività di community, la sezione dedicata ai premi e all’attività laboratoriali e di incontro con il pubblico. Sono i premi Digital Award e DNAappunti coreografici e Sound Of Silences; gli spettacoli presentati dai vincitori di Opera 4.0 (call del Macerata Opera Festival) e di Vivo d’Arte (Bando del Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale), le attività di formazione e per il pubblico realizzate con l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’AmicoCasa Dello SpettatoreMaxxi – Museo Nazionale delle arti del XXI SecoloAccademia di Belle Arti di Roma e Accademia Nazionale di Danza, l’azione performativa pensata da Enzo Cosimi, gli incontri con il pubblico di Post-it realizzati con Rai Radio 3 e gli incontri di approfondimento con artisti e studiosi in collaborazione con le università di Roma La Sapienza Roma3.

Info: romaeuropa.net

 

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