Enzo Miccio: «Ora voglio vincere Pechino»

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Milano. È arrivato dritto dritto alla finale di questa edizione di “Pechino Express” in onda su Rai2. Perché – diciamolo – ha lasciato tutti a bocca aperta per le sue “perfomance” atletiche e non solo. Enzo Miccio è nella squadra dei #weddingplanner assieme alla sua collaboratrice Carolina.

Signor Miccio, come è stato passare dal lusso del wedding planner all’avventura di “Pechino”?
«“Pechino” è stata una sfida personale: non dovevo dimostrare niente a nessuno o a me stesso. Ma volevo far conoscere un lato di me poco conosciuto. Ero chiuso in un cliché di cui ero un po’ stufo. Amo molto le sfide e non mi tiro mai indietro: se voglio una cosa cerco di ottenerla; sono così da sempre. Così ho deciso di far partecipare non Enzo Miccio ma soltanto Enzo a “Pechino Express”. Non amo solo il buongusto e la moda, sono pronto a combattere con tutte le mie nevrosi e le mie paure».

A proposito di “paure”, ne ha superate diverse. Fra queste il suo incontro con le scimmie non è stato proprio una passeggiata…. 
«Sono terrorizzato da queste brutte bestie, brutte e cattive. Sono spietate, ma io so essere più spietato di loro».

Quando siete arrivati in Cina, in una cultura molto diversa dalla nostra, qual è stato l’ostacolo più grande da superare?
«Il primo impatto non è stato facile. Abbiamo dovuto imparare a conoscerli. Hanno un modo di comunicare totalmente diverso dal nostro e lo abbiamo scoperto solo piano piano. Questo è stato il più grosso handicap di tutto quel meraviglioso viaggio. Non sapevamo nemmeno come ringraziare… Io, poi, sono napoletano e gesticolo tanto. Ma nemmeno con i gesti riuscivamo a capirci. Una volta conosciuti, invece, abbiamo capito che i cinesi sono enormemente disponibili e ospitali».

In gara ci sono rimaste altre due coppie: le collegiali e le top. Quale butterebbe fuori?
«Eh no, questo non glielo posso dire».

Ma come? Volevo chiederle che vincerà…
«Non lo sappiamo neanche noi… E se anche lo sapessi non glielo direi mai».

Spietato… 
«Si, nella vita professionale sono spietato. Quando faccio i colloqui per i collaboratori li terrorizzo e alla fine avviene una sorta di “selezione naturale”».

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A proposito di collaboratori, Carolina, la sua assistente sul lavoro e la sua compagna di viaggio in “Pechino”, si è lamentata molto sostenendo di essere stata un po’ schiavizzata da lei. Come risponde?
«Con Carolina ormai c’è un bel rapporto. Pensi che dopo averla selezionata come mia assistente lei se ne è andata perché non mi sopportava. Poi è tornata. E io lo sapevo. Altrimenti non l’avrei scelta. Carolina regge molto bene lo stress. Noi facciamo un lavoro molto stressante in un tempo concentrato. Per questo “Pechino” è una passeggiata».

Più che una passeggiata, una corsa, direi….
«È comunque una gara! E poi se in un momento drammatico come questo posso strappare un sorriso a qualcuno le assicuro che lo faccio con grande piacere».

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