La Biennale di Venezia offre la sua danza

 

BELLA FIGURA DI JIRI KYLIAN con Les Grands Ballets Canadiens de Montreal

Venezia. Vent’anni di danza alla Biennale di Venezia tra trailer, incontri e spettacoli. Al via oggi sul sito web della Biennale stessa 20 anni di Danza alla Biennale di Venezia propone tre appuntamenti quotidiani (ore 14, 16 e 19) sul palcoscenico virtuale della Biennale Channel. Si tratta di un lungo racconto per immagini: con i trailer degli spettacoli più belli passati al festival dal 1999, anno dell’istituzione della Danza come settore autonomo al fianco delle altre discipline della Biennale di Venezia. Ci sono poi  testimonianze, riflessioni, pensieri che gli artisti hanno espresso in interviste e incontri, soprattutto in occasione delle premiazioni con il Leone d’oro alla carriera, momenti che hanno visto sfilare nomi che hanno fatto la storia della scena contemporanea

Online anche – e soprattutto – gli spettacoli, quelli nati a Venezia e per la Biennale, commissionati con istituzioni europee come Dansen Hus e Dance Umbrella: materiali in gran parte selezionati dall’Archivio storico della Biennale (ASAC).

carlson 2

Si parte da Carolyn Carlson di cui saranno online oltre alle interviste anche due creazioni realizzate a Venezia: J. Beuys Song, con le musiche di Giovanni Sollima eseguite dal vivo dallo stesso violoncellista accompagnato dai giovani danzatori dell’Accademia Isola Danza; e Writings on Water, l’assolo con cui la Carlson ha salutato il pubblico veneziano nel 2002.

E ancora, Steve Paxton, il coreografo americano visibilmente commosso alla premiazione alla carriera avvenuta a 50 anni dalla sua ultima presenza a Venezia; l’immensa Pina Bausch che riceve il premio alla carriera dalle mani di Franco Quadri – l’icona della danza sarà raccontata anche in un’intervista a Cristiana Morganti, danzatrice della storica compagnia di Wuppertal e coreografa in proprio.

PINA BAUSCH RICEVE IL LEONE D’ORO ALLA CARRIERA DA FRANCO QUADRI

Toccherà poi a William Forsythe nell’incontro con il pubblico e un’intervista insieme a Brock Labrenz, interprete di Nowhere and everywhere at the same time.

Dulcis in fundo, ecco Lucinda Childs, Anne Teresa De Keersmaeker, Jiří Kylián e lo splendore di Sylvie Guillem, star indiscussa della danza, che conclude la rassegna il 5 maggio con una conversazione condotta da Elisa Vaccarino.

SYLVIE GUILLEM IN “6000 MILES AWAY” - “BYE” DI MATZ EKFOTO BILL COOPER

Fra gli appuntamenti serali dedicati agli spettacoli, oltre a J. Beuys Song e Writings on Water si vedranno Eyes Off, che Saburo Teshigawara concepì a Venezia come omaggio a La nuda di Giorgione, con un’introduzione del coreografo giapponese; TooMortal della coreografa anglo-indiana Shobana Jeyasingh, pioniera della danza “fusion”, che ha debuttato in prima assoluta alla Chiesa di Saint George (San Vio, Venezia); Swan Lack e Thank U Ma’am, un dittico a firma del ribelle della danza britannica Michael Clark, ispirato alla “santa trinità” del rock – David Bowie, Iggy Pop e Lou Reed,A demain di Anton Lachky, breve e graffiante incursione coreografica all’aperto, nei campi di Venezia, complici i danzatori di Biennale College. Ci saranno anche Sahara para todos ideato da Michele Di Stefano per e con i danzatori di Biennale College in Campo San Maurizio, e Variazioni posturali negli abitanti di stanze asimmetriche in regimi meteorologici controllati (chi inciampa lo fa apposta) di Francesca Pennini/Collettivo Cinetico, fra le più interessanti delle giovani compagnie.

L’iniziativa proseguirà sempre nel nome della danza lunedì 18 maggio con una visita virtuale, sul sito http://www.labiennale.org, alla mostra L’idea del corpo. Merce Cunnigham, Steve Paxton, Julian Beck, Meredith Monk e Simone Forti dall’Archivio della Biennale ‘60/’76.

La mostra virtuale – che ripropone l’esposizione del 2014 presentata a Ca’ Giustinian –  è un tuffo nell’Archivio storico della Biennale con oltre 200 foto cui si aggiungono manifesti e bozzetti dei tempi in cui la danza era “ospite” di altri settori, musica e teatro, che testimoniavano le ricerche più avanzate anche in questo campo. L’idea del corpo. Merce Cunnigham, Steve Paxton, Julian Beck, Meredith Monk e Simone Forti dall’Archivio della Biennale ‘60/’76 mette in luce quegli artisti, pionieri dell’happening e della performance che hanno rivoluzionato la scena internazionale tra gli anni Sessanta e Settanta, che alla Biennale hanno realizzato avvenimenti con un forte richiamo al corpo fuori dai teatri, coinvolgendo gli spazi all’aperto di Venezia: Merce Cunningham, Julian Beck con il Living Theater, Simone Forti e Meredith Monk.

NOWEHERE AND EVERYWHERE AT THE SAME TIME DI WILLIAM FORSYTHE CON BROCK LEBRANZ - ARTIGLIERIE ARSENALE 1

In mostra finiranno, fra gli altri, il memorabile Event in piazza San Marco che Merce Cunningham realizzò con la sua compagnia il 14 settembre 1972, fra lo stupore dei presenti; la forza politica dei corpi di Julian Beck e del Living Theater nella trilogia L’eredità di Caino; l’indimenticato Quarry di Meredith Monk, con la sua vocalità rituale. E ancora: Simone Forti, portatrice di un alto pensiero fisico e Steve Paxton, maestro di conoscenza intima delle dinamiche del corpo.

Infine, la Biennale di Venezia ha reso note le date della quattordicesima edizione del Festival di Danza Contemporanea che si svolgerà dal 13 al 25 ottobre sotto la direzione di Marie Chouinard.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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